Riso alla cantonese, come farlo a casa

Il riso alla cantonese è uno dei piatti etnici più celebri e amati al mondo. Prepararlo a casa è semplice, richiede poco tempo e bastano ingredienti che spesso abbiamo già nel frigo o in dispensa. E poi piace a tutti, specie ai bambini: è il momento di portare un po’ di Oriente in tavola.

Come preparare il riso alla cantonese

Iniziamo da qualche trucchetto per preparare un riso alla cantonese buono come quello gustato al ristorante cinese:

  • Prima di mescolare gli ingredienti in padella, fai cuocere il riso fino a completo assorbimento.
  • Prepara le uova a parte, separate da piselli e prosciutto.
  • Il riso deve friggere per essere bello croccante, quindi possiamo abbondare con l’olio.

Ingredienti per 4 persone

Preparazione

  1. Per rimuovere l’amido dai chicchi ed evitare così che si attacchino tra loro, iniziamo lavando accuratamente il riso basmati. Poi facciamolo cuocere in acqua fredda e, quando è cotto, lasciamolo raffreddare completamente.
  2. Mentre il riso cuoce, tagliamo il prosciutto cotto a cubetti e sbollentiamo i piselli in acqua bollente salata per circa 5 minuti.
  3. Ora sbattiamo le uova, lasciamo scaldare una pentola antiaderente con 1 cucchiaio di olio di semi, aggiungiamo le uova e facciamole cuocere fino a quando saranno strapazzate.
  4. In un altro tegame facciamo scaldare 1 cucchiaio di olio di sesamo, poi uniamo i piselli, il prosciutto cotto e le uova strapazzate, lasciamo insaporire per un paio di minuti. Poi mettiamo il tutto da parte in una ciotola.
  5. Adesso nel tegame versiamo 3 cucchiai di olio di sesamo e, quando è ben caldo, aggiungiamo il riso, un po’ di sale e facciamo friggere per un paio di minuti.
  6. Con il riso mescoliamo il contenuto della ciotola (piselli, uova e prosciutto) e un cucchiaio di salsa di soia. Il riso alla cantonese è pronto per essere servito ben caldo e gustato!

Riso alla cantonese con gamberi

In alternativa alla ricetta classica con prosciutto cotto, esistono numerosi varianti: dalla versione con asparagi a quella con funghi o, ancora, con verdure tritate come carote e zucchine e tante altre.

Tra tutte, la nostra preferita è una squisita una variante di mare: il riso alla cantonese con gamberi. Sarà sufficiente sbollentarli, saltarli in padella con l’olio di semi e poi unirli agli altri ingredienti. Vanno bene sia gamberi che gamberetti, a cui magari accompagnare anche una scorzetta di limone o lime.

Vino da abbinare al riso cantonese

È consigliabile abbinare un vino senza picchi aromatici: un bianco semplice come il Vermentino di Sardegna DOC sarà perfetto per accompagnare il riso alla cantonese.

I piatti etnici sono la tua passione? Scopri un altro delizioso piatto a base di riso: ecco come preparare la paella alla valenciana mista .

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Frutta e verdura di stagione in autunno: qualità e risparmio

Sono una fonte preziosa di vitamine, antiossidanti e tante altre sostanze nutritive: in autunno come tutto l’anno, mangiare frutta e verdura di stagione fa bene alla salute e conviene anche al portafoglio perché aiuta a risparmiare sulla spesa.

Spendi di meno e hai più qualità perché ciò che non è coltivato in serra contiene sempre più nutrienti. Ed è minore l’impatto sull’ambiente: meno energia consumata per il riscaldamento, meno carburante per il trasporto e meno pesticidi e concimi chimici. Scopriamo allora qual è la frutta e verdura di stagione in autunno per fare la spesa con oculatezza.

Frutta di stagione a settembre

  • Banane.
  • Fichi.
  • Fichi d’India.
  • Giuggiole.
  • Mele.
  • Melograni.
  • Meloni.
  • Mirtilli.
  • Pere.
  • Pesche.
  • Pistacchi .
  • Pomeli.
  • Ribes.
  • Susine.
  • Uva.

Mele e pere: tante proprietà nutritive

Mele e pere sono vere e proprie miniere di salute. Le mele racchiudono preziose sostanze nutritive come potassio, calcio, magnesio, sodio, tante fibre, antiossidanti e vitamine. Contribuiscono alla buona salute del sistema muscolare e di quello nervoso, sono utili contro colesterolo e problemi intestinali. Anche le pere contengono tante sostanze preziose come sali minerali, ferro, magnesio e iodio. Il loro consumo ha effetti diuretici e depurativi.

Uva: regina autunnale

La regina della frutta di stagione a settembre è l’uva, dai noti poteri antiossidanti che contribuiscono a ritardare l’invecchiamento di ossa e tessuti. Al suo interno, tanto potassio, calcio, fosforo e fibre, che aiutano a ritrovare la regolarità intestinale.

Verdura di stagione a settembre

  • Aglio.
  • Bietole.
  • Broccoli.
  • Carote.
  • Cavoli.
  • Cetrioli.
  • Cicorie.
  • Fagiolini.
  • Indivia.
  • Insalate.
  • Lattughe.
  • Mais.
  • Melanzane. Scopri come utilizzarle nella deliziosa ricetta della pasta alla Norma .
  • Patate.
  • Peperoni.
  • Porri.
  • Porcini.
  • Radicchi.
  • Rape rosse.
  • Ravanelli.
  • Sedano.
  • Spinaci.
  • Zucche.
  • Zucchine.

Cavoli, verdure autunnali dalle tante virtù

Non è un caso se rientrano tra gli ortaggi da piantare nell’orto di settembre : tutta la famiglia di cavoli, cavolfiori e simili sono imprescindibili per salvaguardare la propria salute. Hanno funzioni antibatteriche, antietà, fanno bene alla pelle, alle ossa e hanno effetti cicatrizzanti, che ne consigliano il consumo in caso di ulcere. E contengono tanto calcio, potassio e vitamina C.

Carote, un toccasana per occhi e pelle

Vitamine, ferro e betacarotene: le trovi nelle carote, un vero toccasana per occhi e pelle. E non solo: svolgono un’azione diuretica, lenitiva, idratante e antiossidante, tutte qualità che ne fanno una delle più salutari verdure di stagione in autunno.

Frutta di stagione a ottobre

  • Banane.
  • Cachi.
  • Castagne.
  • Cedri.
  • Datteri.
  • Giuggiole.
  • Limoni.
  • Mele.
  • Melograni.
  • Pere.
  • Pistacchi.
  • Uva.

Castagne, frutto simbolo dell’autunno

Tra tutta la frutta e verdura di stagione in autunno, qual è il primo alimento a venirti in mente? Molti risponderebbero con le castagne, buone al palato e anche per la salute: contengono tantissimi minerali come potassio e magnesio e riducono il colesterolo. Hanno anche un apporto calorico importante, quindi sono da consumare con attenzione.

Verdura di stagione a ottobre

  • Aglio.
  • Bietole.
  • Broccoli.
  • Carote.
  • Cavolfiori.
  • Cavoli.
  • Cicorie.
  • Finocchi.
  • Indivia.
  • Insalate.
  • Lattughe.
  • Melanzane.
  • Patate.
  • Peperoni.
  • Porri.
  • Porcini.
  • Radicchi.
  • Rape rosse.
  • Ravanelli.
  • Scalogni.
  • Sedani.
  • Spinaci.
  • Topinambur.
  • Zucche.

Zucche, verdure da paura

Antiossidante, con azione depurativa e alte quantità di potassio e betacarotene: le zucche sono verdure da paura, da portare in tavola non solo a ottobre, ma anche dopo Halloween. Anche perché, pur essendo dolcissime, hanno pochissime calorie.

Topinambur, una primizia autunnale da provare

Lo conoscono ancora in pochi ed è un peccato perché fa bene alla salute: il topinambur è un tubero con alti valori di ferro e vitamine. Contribuisce a depurarsi, ha effetti digestivi e aiuta a moderare il livello di zuccheri nel sangue contrastando il colesterolo.

Frutta di stagione a novembre

  • Arance.
  • Avocado.
  • Banane.
  • Cachi.
  • Castagne.
  • Cedri.
  • Kiwi.
  • Limoni.
  • Mandaranci.
  • Mandarini.
  • Mele.
  • Pere.

Kiwi, tanta vitamina C contro le influenze stagionali

Tanta vitamina C, più di un’arancia: i kiwi sono perfetti per rinforzare le difese immunitarie e affrontare i freddi autunnali evitando le influenze di stagione. I kiwi sono molto preziosi anche per chi ha valori elevati di colesterolo o soffre di anemia.

Verdura di stagione a novembre

  • Bietole.
  • Broccoli.
  • Cardi.
  • Carote.
  • Cavolfiori.
  • Cavoli.
  • Cicorie.
  • Finocchi.
  • Indivia.
  • Insalate.
  • Lattughe.
  • Patate.
  • Porri.
  • Puntarelle.
  • Radicchi.
  • Scalogni.
  • Sedani.
  • Spinaci.
  • Topinambur.
  • Zucche.

Cicoria: detox naturale autunnale

Tra la verdura di stagione a novembre, non farti sfuggire la cicoria, perfetta per regalarti un trattamento detox naturale e disintossicarti dall’interno: un vero e proprio toccasana per fegato, intestino e pancreas, utile anche per abbassare il livello di zuccheri nel sangue.

Spinaci per una salute di ferro

Tanto ferro, ma non solo: gli spinaci sono ricchi di vitamine e sali minerali come potassio, magnesio e fosforo. Sono antiossidanti e hanno spiccate proprietà lassative e diuretiche.

Se desideri risparmiare sulla spesa, non basta acquistare frutta e verdura di stagione: guarda il volantino con le offerte in corso nei punti vendita Coop e IperCoop, dove la convenienza è quotidiana.

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Pasta alla Norma: ricetta siciliana con le melanzane

Un piatto mediterraneo nato in Sicilia, ma apprezzato in tutto il mondo: oggi scopriremo come preparare la pasta alla Norma con la ricetta siciliana tradizionale. Nata a Catania a inizio ‘900, sembra che il suo nome sia stato coniato dal commediografo Nino Martoglio, il quale avrebbe metaforicamente paragonato la pasta all’opera lirica di Vincenzo Bellini per il suo sapore così armonico.

Facile e veloce da preparare, è un primo piatto basato sul caratteristico sugo alla Norma: pomodoro, melanzane fritte, ricotta salata e basilico fresco. Una goduria per il palato! Come tutti i grandi classici, di questa ricetta esistono diverse varianti: tra le più diffuse, l’utilizzo della mozzarella e la cottura in forno. Noi rimaniamo fedeli alla tradizione: non ci resta che metterci ai fornelli.

Pasta alla Norma: ingredienti per 5 persone

Come preparare la pasta alla Norma

  1. Cominciamo lavando le melanzane e tagliandole a fette sottili.
  2. Poi, in una padella larga friggiamo le melanzane in abbondante olio extravergine di oliva.
  3. Adesso è il momento di preparare il sugo, quindi versiamo la passata di pomodoro in una pentola insieme a un po’ di olio, un pizzico di sale e uno spicchio d’aglio.
  4. Quando la salsa è pronta, a fornello spento aggiungiamo qualche foglia di basilico.
  5. Prepariamo la pasta in abbondante acqua salata e, una volta pronta, versiamola nel sugo.
  6. In ogni piatto, mettiamo una porzione di pasta, poi aggiungiamo le melanzane, ricotta salata grattugiata e un’altra fogliolina di basilico fresco. La pasta alla Norma è pronta per essere assaporata in tutta la sua bontà!

Consigli e conservazione

Per la frittura delle melanzane, consigliamo sempre l’utilizzo di olio extravergine di oliva. Come da tradizione, è consigliabile l’utilizzo di pasta corta e di grano duro ruvido, in grado di avvolgere il condimento alla perfezione.

Se ne avanza, è possibile conservare la pasta con le melanzane per massimo due giorni in frigo, dopo averla trasferita in un contenitore ermetico. Per riscaldarla, basta ripassarla in padella con un po’ di sugo.

Se la tua passione sono i primi piatti della ricca tradizione culinaria italiana, ecco un’idea per la prossima ricetta: scopri come preparare i bucatini con lo stocco, un delizioso primo piatto che rappresenta alla perfezione la squisita cucina calabrese.

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Cosa piantare a settembre nell’orto

Con l’estate agli sgoccioli, è il momento di organizzare l’orto autunnale: per ottenere un buon raccolto, è necessario imparare a prendersi cura delle piante, rispettando i loro tempi di evoluzione.

Settembre è un mese in cui generalmente le temperature iniziano a calare, le precipitazioni aumentano e i terreni sono più freschi, adatti ad accogliere le nuove piantine: scopriamo cosa piantare a settembre nell’orto. A seconda del clima specifico nella propria zona, si potrà scegliere se seminare le piante a dimora in campo oppure trapiantare direttamente le piantine nel terreno.

Cosa piantare a settembre: cavoli

Un grande classico dell’orto autunnale: stiamo parlando dei cavoli che fanno parte della famiglia botanica delle Brassicaceae o Cruciferae:

  • Broccolo romanesco.
  • Broccolo nero
  • Cappuccio.
  • Cavolini di Bruxelles.
  • Cavolo nero.
  • Cavolo rapa.
  • Cavolo riccio.
  • Cavolfiore.
  • Verza.

Per coltivare efficacemente le piante di cavoli e consentire loro di svilupparsi bene, è consigliabile lasciare almeno 40 cm tra una pianta e l’altra, con una distanza di circa 50 cm tra le file.

Cosa piantare a settembre: insalate e verdure a foglia

Il caldo le fa soffrire, questo è il loro mese: le verdure a foglia sono sicuramente un ortaggio da piantare a settembre. Per farle crescere bene, bastano 20 cm tra una pianta e l’altra e circa 30 cm tra le file. Puoi scegliere tra queste insalate e verdure:

  • Bietola.
  • Cicoria da taglio.
  • Diversi tipi di lattuga.
  • Insalata canasta e romana.
  • Indivia a foglie lisce.
  • Levistico.
  • Puntarella e catalogna .
  • Radicchio.
  • Rucola.
  • Scarola riccia.
  • Sedano da foglie e da coste.
  • Spinaci.
  • Valerianella.

Naturalmente nel mese settembrino è possibile piantare anche quegli ortaggi adatti ad essere coltivati quasi tutto l’anno come carote e ravanelli, senza dimenticare le cime di rapa, il prezzemolo, le fave, lo zafferano e soprattutto il finocchio, da piantare non troppo in là per scongiurare il rischio di gelate che potrebbe rovinare la coltura.

Come concimare il terreno per l’orto autunnale

Prima di chiedersi cosa piantare a settembre nell’orto, è importante capire come concimare il terreno per l’autunno. Per prima cosa, evitiamo di apportare altra sostanza organica nella terra ben concimata per gli ortaggi estivi perché contiene già humus in abbondanza.

È preferibile, quindi, fertilizzare solo il terreno rimasto inutilizzato, scegliendo il concime a disposizione tra letame molto maturo, stallatico pellettato, humus di lombrico o compost domestico.

Irrigazione dell’orto a settembre

Per una buona irrigazione degli ortaggi, è necessario innaffiare regolarmente l’orto per qualche settimana dopo la messa a dimora. Anche se generalmente a settembre aumentano le precipitazioni naturali, non è detto che siano sufficienti, soprattutto considerato che negli ultimi anni questo mese è diventato sempre più secco. Solo dopo piogge frequenti sarà possibile interrompere le irrigazioni.

Se orto e giardinaggio sono le tue passioni, non perdere di vista le offerte nei volantini Coop, che spesso contengono anche interessanti promozioni dedicate proprio a chi ha il pollice verde.

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Paella valenciana mista: ricetta originale spagnola

È uno dei piatti più conosciuti della tradizione culinaria spagnola e deve il suo nome al caratteristico tegame largo e poco profondo utilizzato per prepararlo: stiamo parlando della paella valenciana mista, che impareremo a cucinare a casa secondo la ricetta originale iberica.

Come per tutti i piatti amati e diffusi in tutto il mondo, esistono tantissime varianti di questa pietanza a base di riso, come la versione de mariscos (di solo pesce) o quella vegetariana. Noi ci focalizzeremo su quella che unisce carne e pesce alle verdure, motivo per cui viene appunto definita “paella mista”.

Paella mista: ingredienti per 4 persone

  • 500 gr di cozze.
  • 300 gr di riso bomba. In alternativa, va bene utilizzare un prodotto che tiene bene la cottura come il riso Carnaroli o l’Arborio.
  • 300 gr di gamberi.
  • 200 gr di scampi.
  • 200 gr di seppie.
  • 200 gr di petto di pollo.
  • 150 gr di pomodori da sugo.
  • 100 gr di fagiolini.
  • 80 gr di piselli.
  • 2 peperoni.
  • 1 cipolla.
  • 1 bustina di zafferano.
  • 1 cucchiaio di paprika.
  • Q. b. brodo di pesce.
  • Q. b. olio extravergine di oliva.
  • Q. b. sale.

Preparazione della paella valenciana mista

  1. Per cucinare la paella valenciana mista, cominciamo dal pesce. A partire dalle cozze: dopo averle pulite per bene, le mettiamo in una padella con un bicchiere d’acqua. Quando saranno aperte, le spostiamo dal fornello e mettiamo da parte l’acqua di cottura.
  2. Ora puliamo gli scampi e togliamo i gusci ai gamberi, utilizzando gli scarti per preparare il brodo di pesce, da aggiungere in seguito.
  3. Dopo aver fatto le seppie a strisce e averle scottate appena in padella con un po’ d’olio, puliamo e tagliamo fagiolini e pomodori. I primi dobbiamo anche sbollentarli.
  4. Ancora verdure: ora puliamo e tagliamo i peperoni, poi passiamo a tritare la cipolla.
  5. Dopo aver tagliato il petto di pollo a pezzi, possiamo mettere la paellera sul fornello per scaldare l’olio.
  6. A fuoco lento, lasciamo cuocere il pollo con un po’ di sale. Aggiungiamo la cipolla, attendendo che assuma un colorito dorato, e poi anche peperoni, piselli, pomodori e fagiolini. Facciamo in modo che le verdure si arricchiscano di sapore lasciandole cuocere per qualche minuto.
  7. Aggiungiamo un po’ del brodo di pesce, poi la paprika e lo zafferano. Uniamo il riso, avendo cura di spargerlo in modo uniforme.
  8. Passati pochi minuti, versiamo nella paellera anche gamberi, seppie, scampi, cozze e quello che rimane del brodo di pesce.
  9. Per circa 16-18 minuti lasciamo cuocere, avendo cura di mescolare con delicatezza fino a quando il brodo si sarà asciugato quasi completamente, ma non del tutto. A quel punto, la paella mista di carne e pesce sarà pronta per essere servita. Buon appetito!

Per assecondare la tua creatività in cucina, scopri le offerte nel volantino Coop: ti attendono tantissimi prodotti a prezzi speciali con cui scatenare il tuo estro culinario e preparare qualsiasi piatto desideri mettere in tavola.

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Alici del Mar Cantabrico, una prelibatezza da scoprire

Le alici del Cantabrico sono tra le varietà più buone e conosciute al mondo. Pescate nel Mar Cantabrico, una porzione di Oceano Atlantico situato tra il nord della Spagna e il sud-ovest della Francia, hanno una storia fortemente legata al nostro Paese.

Alici del Cantabrico: caratteristiche

Saporite e carnose: il vero segreto delle acciughe del Cantabrico è tutto nel loro gusto unico, determinato da un vantaggio di carattere geografico. Le acque fredde dell’Oceano Atlantico e la buona ossigenazione fanno sì che le alici spagnole siano più grandi e con uno strato di grasso più corposo rispetto a quelle mediterranee.

Le alici sono ancora prodotte con i metodi artigianali di fine ‘800 che prevedono numerosi passaggi manuali. Anche l’inscatolamento viene effettuato a mano, e le alici possono essere conservate sotto sale, sott’olio o sotto burro. Una lavorazione così lunga e minuziosa richiede ovviamente una manodopera esperta e si traduce anche in un prezzo piuttosto elevato.

Il periodo di pesca varia ed è previsto un fermo della cattura da novembre a marzo. Le migliori acciughe del Cantabrico sono quelle pescate durante il periodo della riproduzione tra aprile e maggio. In seguito, le alici vanno in lavorazione presso le varie aziende, dove stanno sotto sale per almeno 6 mesi fino a un massimo di 3 anni.

Curiosità

A proposito di lavorazione, è curioso sapere che in piccole aziende (come Revilla) la manodopera è completamente demandate alle donne che le lavorano a mano una a una, con una minuziosità incredibile.

Queste alici hanno una tracciabilità totale: dentro ogni confezione, infatti, c’è un foglio che indica orario, luogo e addirittura nome della signora che si è occupata di quella singola lavorazione.

Come degustare le acciughe del Cantabrico

A detta dei pescatori del Cantabrico, il modo migliore per gustare pienamente il loro sapore è da sole sott’olio, fritte o fresche con cipolle e peperoni o anche come tapas su una fetta di pane con formaggio morbido o un po’ di burro.

Ti è venuta voglia di assaggiarle? Porta sulla tua tavola i filetti di alici del Mar Cantabrico della lina FiorFiore Coop, oggi disponibili anche con peperoncino e arrotolati con capperi.

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Vitamina D: fai il pieno con questi 5 alimenti sani

È nota come la “vitamina del sole” ed è facile capire perché: la vitamina D si accumula attraverso la pelle con l’esposizione ai raggi solari che permette all’organismo di sintetizzarla e renderla attiva. Bastano 40 minuti al giorno di esposizione per assumere vitamina D sufficiente per tutto l’anno.

Purtroppo a causa delle abitudini quotidiane che ci portano a passare sempre meno tempo all’aria aperta, è sempre più diffusa nella popolazione una carenza di vitamina D. Ecco perché è importante adottare un regime alimentare adeguato, che consente di accumulare la sostanza nell’organismo e sopperire così alla minore esposizione al sole.

Vitamina D: a cosa serve e in quali alimenti trovarla

La vitamina D migliora la salute generale dell’organismo perché protegge e rafforza le ossa e il sistema immunitario.

Scopriamo insieme quali alimenti hanno al loro interno una maggiore concentrazione di questo fondamentale principio nutritivo.

Pesce grasso

Le maggiori fonti alimentari di vitamina D provengono dal pesce e dagli olii in esso contenuti. Tra i pesci più ricchi di vitamina D troviamo il salmone, le sardine, il tonno, lo sgombro, l’aringa, la carpa e l’anguilla.

Per essere sicuri di apportare dei livelli alti di vitamina D è bene preferire la carne di salmone selvatico rispetto alla variante d’allevamento. Nel caso della sardina, invece, è meglio consumarla fresca per evitare di introdurre troppo sodio. L’olio di fegato di merluzzo è considerato un potente integratore di vitamina D. Purtroppo, però, il suo sapore è tutt’altro che gradevole.

Uova

Nello specifico il tuorlo racchiude grassi, vitamine e sali minerali, mentre le proteine sono contenute nell’albume. È utile sapere che le uova di gallina allevate a terra e all’aperto contengono livelli di vitamina D molto più elevati rispetto alle uova provenienti da allevamenti di stampo industriale.

Funghi

Soprattutto per i vegetariani e i vegani è importante sapere che i funghi sono la fonte vegetale in grado di sintetizzare di più la vitamina con l’esposizione alla luce UV. Anche in questo caso bisogna fare un’importante distinzione: i funghi coltivati commercialmente vengono fatti crescere al buio e per questo contengono pochissima vitamina D.

Avena

Altra fonte vegetale di Vitamina D, l’avena è un importante alleato nell’accumulo di Vitamina D perché si sposa bene sia con il pesce che con le verdure e consente di fare abbinamenti che creano piatti salutari e gustosi.

Yogurt

La vitamina D è presente in buone quantità nel latte, soprattutto quello intero e i loro derivati, come lo yogurt. Esistono delle versioni “arricchite”, cioè addizionate di Vitamina D che sono ideali per prendersi cura della salute delle ossa a qualsiasi età. Chi è intollerante al lattosio può consumare bevande arricchite di riso o di soia.

Bene, se vuoi fare subito incetta di alimenti ricchi di Vitamina D, ora sai dove trovarli. Non dimenticare un piccolo accorgimento: se è estate, mangia sempre all’aperto!

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Bucatini con lo stocco: ricetta originale calabrese

Bucatini con lo stocco: ricetta originale calabrese

La Calabria ha una ricca tradizione gastronomica, che si esalta nei piatti di mare. Come quello che impareremo a cucinare oggi, un primo a base di pesce che rappresenta alla perfezione la tradizione calabrese: bucatini con lo stocco nella ricetta originale.

Con stocco, o stoccafisso, si intende il merluzzo lasciato a lungo a maturare all’aria aperta in modo che disperda solo una minima quantità dell’acqua che contiene. Grazie a questo tipo di conservazione, la carne del merluzzo rimane morbida e saporita.

Povero di grassi e ricco di proteine, lo stoccafisso è perfetto per qualsiasi dieta. Da queste parti è molto amato da secoli, tanto che ogni anno viene organizzato una sagra in suo onore a Mammola, borgo in provincia di Reggio Calabria che rappresenta la capitale calabrese dello stocco.

Ingredienti per 4 persone

Preparazione

  1. Versa e fai scaldare l’olio evo in un tegamino di terracotta, poi soffriggi aglio e cipolla tagliati molto fini.
  2. Metti anche i pezzi di stocco, facendoli rosolare. Attenzione a non girarli mai, muovi il tegame.
  3. Verso metà cottura, togli lo stoccafisso e aggiungi i pelati. Con una forchetta o un cucchiaio schiacciali delicatamente e fai cuocere a fuoco medio per circa venti minuti. Immancabile il peperoncino, insieme a un po’ di sale e pepe per insaporire. Quando il sugo è quasi pronto, rimetti lo stocco nella casseruola.
  4. È il momento di cuocere i bucatini in abbondante acqua salata. Cottura rigorosamente al dente! Quando sono pronti, unisci la pasta con il sugo e lo stoccafisso, facendola saltare per un minuto o due. Guarnisci il tutto con un mazzetto di finocchietto selvatico (o una spolverata di prezzemolo tritato) e buon appetito: i bucatini con lo stocco sono pronti per essere assaporati.

Bucatini con lo stoccafisso: varianti

Come personalizzare un piatto tipico della tradizione calabrese come questo senza snaturarlo? Il nostro consiglio è, se lo desideri, apportare modifiche minime: ad esempio, puoi aggiungere un pugno di olive nere denocciolate e anche un cucchiaio di capperi dissalati. Entrambi si sposano alla perfezione con i sapori di questa ricetta.

Dimentichiamo qualcosa? Per un pranzo calabrese al 100%, non può mancare un buon bicchiere di vino calabrese: per accompagnare i bucatini con lo stocco, consigliamo un vino fermo e vivace come un Timpa del Principe Calabria IGP Ferrocinto o un Alikia IGP Calabria Bianco 12°.

Per la preparazione di questi e altri piatti, non perderti la convenienza quotidiana del volantino Coop: ti attendono offerte per tantissimi prodotti, perfetti per sbizzarrirti in cucina con le ricette da preparare comodamente in casa.

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